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52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Losmapimod, inibitore della proteina chinasi mitogeno-attivata p38, per infarto miocardico senza elevazione del segmento ST


L’inibizione di p38 MAPK ha potenziali effetti protettivi del miocardio. È stato valutato Losmapimod, un potente inibitore orale di p38 MAPK, nei pazienti con infarto miocardico senza sopraslivellamento del segmento ST ( NSTEMI ) in uno studio, in doppio cieco, controllato con placebo, randomizzato.

Dal 2009 al 2011, i pazienti con infarto NSTEMI sono stati assegnati a Losmapimod orale ( 7.5 mg o dose di carico di 15.0 mg seguita da 7.5 mg due volte al giorno ) o placebo in un rapporto 3:2:3.

Gli esiti di sicurezza erano eventi avversi gravi e concentrazioni di alanina aminotransferasi ( ALT ) nell’arco di 12 settimane, ed eventi cardiaci ( morte, infarto miocardico, ischemia ricorrente, ictus e insufficienza cardiaca ) a 90 giorni.
Gli esiti di efficacia erano le concentrazioni di proteina C-reattiva ad alta sensibilità ( hsCRP ) e peptide natriuretico di tipo B ( BNP ) a 72 ore e 12 settimane e l’area sotto la curva di troponina I ( AUC ) a 72 ore.

I gruppi di Losmapimod sono stati raggruppati per l'analisi.

Dei 535 pazienti arruolati, 526 ( 98% ) hanno ricevuto almeno una dose del trattamento in studio ( n=388 Losmapimod e n=138 placebo ).

I risultati di sicurezza non hanno mostrato differenze tra i due gruppi.

Le concentrazioni di hs-CRP a 72 ore sono risultate più basse nel gruppo Losmapimod rispetto al gruppo placebo ( media geometrica 64.1 nmol/l versus 110.8 nmol/l; P=0.0009 ), ma sono state simili a 12 settimane.

Le medie geometriche precoci delle concentrazioni di BNP sono state simili a 72 ore, ma significativamente più basse nel gruppo Losmapimod a 12 settimane ( 37.2 ng/l vs 49.4 ng/l; P=0.04 ).

I valori medi di AUC di troponina I non sono risultati diversi.

L’inibizione di p38 MAPK con Losmapimod orale è stata ben tollerata nei pazienti con infarto NSTEMI e potrebbe migliorare gli esiti dopo sindromi coronariche acute. ( Xagena2014 )

Newby LK et al, Lancet 2014;384:1187-1195

Cardio2014 Farma2014


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