Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Aggiornamenti in aritmologia
Associazione Silvia Procopio

Efficacia della troponina T ad alta sensibilità nell'identificazione dei pazienti a rischio molto basso con possibile sindrome coronarica acuta


I medici hanno bisogno di informazioni su come utilizzare il primo test disponibile negli Stati Uniti per la troponina ad alta sensibilità ( hsTnT ) per identificare i pazienti a rischio molto basso di eventi cardiaci avversi a 30 giorni.

Si è determinato se un test hsTnT negativo a 0 ore e a 3 ore dopo la presentazione al Pronto soccorso possa identificare pazienti con meno dell'1% di rischio di eventi avversi cardiaci a 30 giorni.

È stato effettuato uno studio prospettico osservazionale presso 15 Centri di emergenza negli Stati Uniti tra il 2011 e il 2015 che ha compreso individui di età a partire da 21 anni, che si sono presentati al Pronto soccorso con sospetta sindrome coronarica acuta.
Su 1.690 individui ammissibili, 15 ( senza misurazione della troponina cardiaca ) e 320 ( mancava un campione a 0 ore o 3 ore ) sono stati esclusi dalle analisi.

Sono state effettuate misurazioni seriali di hsTnT ( saggio Roche Elecsys hsTnT di quinta generazione ).
I campioni di sangue di ciascun paziente sono stati raccolti dopo la presentazione al Pronto soccorso, una volta identificato come potenziale paziente con sindrome coronarica acuta, e a 3 ore, da 6 a 9 ore e da 12 a 24 ore dopo.

Gli eventi cardiaci avversi sono stati definiti come infarto del miocardio, rivascolarizzazione urgente o morte.
Il livello di riferimento superiore per il saggio hsTnT, definito come 99° percentile, è stato stabilito come 19 ng/l in una coorte statunitense sana separata
I pazienti sono stati considerati esclusi per infarto miocardico acuto se il loro livello di hsTnT a 0 ore e a 3 ore era inferiore al livello di riferimento superiore.

Le diagnosi gold standard sono state determinate da un Comitato per l’endpoint clinico. La valutazione delle prestazioni cliniche del test per l’esclusione di un infarto miocardico acuto è stata prespecificata; l'ipotesi riguardante le reazioni avverse cardiache a 30 giorni è stata formulata dopo la raccolta dei dati.

Su 1.301 volontari sani ( 50.4% donne, età media, 48 anni ), il livello di riferimento superiore era 19 ng/l.

In 1.600 pazienti con sospetta sindrome coronarica acuta ( 48.4% donne, età media, 55 anni ), un singolo livello di hsTnT inferiore a 6 ng/l al basale ha avuto un valore predittivo negativo per infarto miocardico acuto del 99.4%.

In 974 pazienti ( 77.1% ) con livelli di hsTnT a 0 ore e 3 ore di 19 ng/l o meno, il valore predittivo negativo per eventi avversi cardiaci a 30 giorni è stato del 99.3%.

Utilizzando cutpoint specifici per sesso, le C statistiche per le donne ( 0.952 ) e gli uomini ( 0.962 ) sono state simili per l'infarto miocardico acuto.

In conclusione, un singolo livello di hsTnT inferiore a 6 ng/l è risultato associato a un rischio marcatamente ridotto di infarto miocardico, mentre livelli seriali a 19 ng/l o meno hanno identificato pazienti a rischio inferiore all'1% di eventi avversi cardiaci a 30 giorni. ( Xagena2018 )

Peacock WF et al, JAMA Cardiol 2018; 3: 104-111

Cardio2018



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